UN MUST PRIMA O DOPO UN VIAGGIO IN GIAPPONE

Nov 4, 15 • culturando, GiapponeNo Comments

japanese-geishaIl retro di copertina lo dice: “un libro per chiunque voglia fare un viaggio in Giappone” e io aggiungo, anche per chi è appena tornato!

Autostop con Buddha” del canadese Will Ferguson è uno dei libri di viaggio che più mi ha appassionato e divertito, permettendomi di ricordare e rivivere momenti trascorsi nel mio viaggio in Giappone. Will, insegnante d’inglese, decide di intraprendere un’impresa alquanto insolita: seguire il “Fronte dei Fiori di Ciliegio” dall’estremità sud di Capo Sata, nell’Isola di Kyushu, a quella nord di Capo Soya, a Hokkaido.  Dimenticavo di dire che…tutto il tragitto verrà effettuato in autostop e non a bordo dei comodi e velocissimi treni giapponesi. Oltre ad essere una vera e propria sfida per Will, questa si dimostra anche come un’occasione per entrare in vero contatto con la popolazione giapponese, nota per essere schiva e timida. Chi non è nipponico viene sempre considerato come il gaijin (lo straniero), nonostante viva da anni in Giappone e parli anche la loro lingua. Will non ci racconta solo i paesaggi, ma anche le persone, le loro tradizioni e a volte anche le loro stranezze. Devo dire che questo libro mi si ha aperto un piccolo spiraglio su un mondo e una cultura affascinante e davvero complessa. I passaggi che lo aiutano nell’impresa lo portano ad esplorare questo stato da sud a nord: il bello è che Will cerca di saltare le destinazioni classiche come Hiroshima, Osaka, Kyoto, per dare spazio anche a località meno battute. Solo per ricordarne alcune: raggiunge un’isola remota vicino a Capo Toi insieme ad uno studioso di scimmie selvatiche; arriva in traghetto all’isola di Shikoku dove visita l’arroccato castello di Uwajima; arriva all’isola di Shodo che è nota per il suo pellegrinaggio degli 88 templi; attraversa il Mare Interno fino a Himeji e continua verso nord passando dal Ponte del Paradiso (Ama-no-Hashidate) fino all’isola di Sado con le sue barche tari-bune e i percussionisti Kodo. Infine giunge a Hokkaido, con la città “russa” di Hokadate fino all’isola estrema di Rishiri. Il tutto è accompagnato dall’ironia, le figuracce, le ubriacature e i malintesi linguistici di Will, il che rende la lettura ancora più coinvolgente. Ovviamente il filo conduttore del viaggio sono i sakura (i ciliegi) che vengono venerati dai giapponesi. La fioritura, infatti,  viene festeggiata con animati matsuri (feste tradizionali) a cui il protagonista non può far a meno che partecipare…con una dose elevata di birra! Che dire, un libro da leggere per chi deve ancora intraprendere un viaggio in Giappone, perché ti permette di partire conoscendo un pochino di più il suo popolo e la sua cultura…ma anche per chi ci vuole tornare e ha modo di pensare ad itinerari nuovi e meno battuti! Go buji de…buon viaggio!

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